È MEGLIO USARE LE MACCHINE O I PESI LIBERI?

Nell’estate del 2001, sulla rivista Sportman & Fitness (e contemporaneamente su The Training e su vari siti web), pubblicai il seguente articolo: “È meglio usare le macchine o i pesi liberi?“. 

In quell’articolo parlai di un dettaglio che – fino ad allora – non era mai stato trattato da altri … 

Dopo quella data, il “dettaglio” cominciò ad essere riportato in articoli / video / post … ma – come al solito – “dimenticando” di menzionare l’articolo originale da cui è stato tratto … (che riporto qui di seguito).

Di tanto in tanto, sulle varie riviste del settore, ma anche su libri o nei vari siti web dedicati allo sport del ferro, compare qualche articolo sulla classica diatriba: è meglio scegliere le macchine o i pesi liberi?

Nulla di scandaloso in ciò, se non fosse per il non trascurabile particolare che se leggiamo tutti (da almeno trenta anni a questa parte) questi interventi, ci accorgiamo che sono uguali al primo (scritto, appunto una trentina di anni fa) ed a grandi linee riportano quanto segue:

 –  i pesi liberi necessitano di una maggiore coordinazione, sono necessari negli allenamenti di potenza, permettono traiettorie fisiologicamente più corrette, attivano maggiormente i muscoli stabilizzatori, ma non sempre sono adatti ad isolare il singolo muscolo e spesso limitano la tensione del muscolo soltanto ad una parte dell’arco di movimento, ecc.

 –  le macchine solitamente possono andar bene per i principianti in quanto la tecnica di esecuzione è più semplice da apprendere e consentono di isolare meglio i muscoli, ma molto spesso obbligano a traiettorie non fisiologicamente corrette, ecc.

Tra le tante differenze citate, non si parla mai di un particolare a mio avviso davvero importante.

Quale? Ve lo dico subito!!  

Secondo il mio modestissimo parere, un dei motivi che differenziano le macchine dai pesi liberi è – banalmente – che ogni macchina a causa dei sistemi di carrucole, di cavi e di scorrimenti vari, presenta necessariamente dell’attrito. L’effetto (benché piccolo) dell’attrito, in termini semplici, fa si che ogni contrazione concentrica sia un pochino più pesante della corrispondente contrazione eccentrica:

 –  Carico a cui è sottoposto il muscolo durante la fase concentrica: C + dC

–  Carico a cui è sottoposto il muscolo durante la fase eccentrica:     C – dC

 ( Con C = carico sull’attrezzo e dC = influenza dell’attrito, che nel primo caso si somma a C, mentre nel secondo caso, agendo in verso opposto, si sottrae )

 Semplificando al massimo le cose,

 C + dC, vuol dire che in pratica, è come se fosse stato aggiunto un pesetto al carico che stiamo sollevando in quel momento , mentre C – dC, vuol dire che in pratica, è come se il carico che stiamo sollevando in quel momento è leggermente più leggero di quello che abbiamo selezionato.

Tale situazione è – da quanto si evince da ricerche scientifiche, ma anche da moltitudini di esperienze empiriche – esattamente il contrario di quella necessaria per l’ideale stimolazione dei muscoli, che è la seguente: più carico nella fase eccentrica, meno carico nella fase concentrica!

Ecco quindi un ulteriore motivo, piuttosto semplice (ma perché nessuno ci aveva ancora pensato?), per cui – ad esempio – le trazioni alla sbarra sono più efficaci del lat machine: nelle trazioni alla sbarra, non siamo ancora nella situazione ideale (citata sopra) in quanto il carico si mantiene costante sia nella fase concentrica che in quella eccentrica, ma almeno non siamo nella condizione più svantaggiosa…

 Badate bene però: questo, non è assolutamente un invito a non utilizzare tutte le macchine che ci sono in palestra. La differenza di carico tra la fase concentrica e quella eccentrica è minima e lo svantaggio derivante da ciò, a volte, è abbondantemente compensato da alcune peculiari caratteristiche delle macchine (soprattutto quelle di “nuova concezione”), come ad esempio:

 –  la maggiore ampiezza di movimento utile (vedi macchine a camme e/o macchine convergenti)

–  la “comodità” di utilizzo, che consente una maggiore concentrazione sul muscolo da allenare.

–  la “sicurezza” di utilizzo (per principianti, ecc.)

 Ma, a parte tutte le esposizioni teoriche, come fare per eseguire un movimento che si avvicini più possibile alla situazione ideale?

Da quanto esposto, la soluzione non può che essere la seguente: se disponete di un compagno di allenamento in gamba, fatelo agire in modo da rendervi un po’ più pesante (rispetto alla fase concentrica) ogni fase negativa delle ripetizioni. Vedrete che i risultati – sia con le macchine che con i pesi liberi – miglioreranno sensibilmente!

Ivysaur 4-4-8: un interessante programma per principianti e principianti / intermedi

⭐ Il primo approccio con l’allenamento per sovraccarichi, può essere abbastanza produttivo (un principiante, presenta dei grandissimi margini di miglioramento), ma è anche abbastanza “delicato”, perché si corre il rischio di infortunarsi o affaticarsi per nulla.
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⭐ L’Ivysaur 4-4-8 è un programma poco conosciuto, ma può essere una buona soluzione per progredire in tutta sicurezza.
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⭐ Ma andiamo al programma …
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⭐ Peso iniziale
Non iniziare subito con carichi al limite delle possibilità.
È meglio lasciarsi un certo margine, così da allungare nel tempo la progressione …
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⭐ Progressione ⭐
Ecco come incrementare i carichi da un allenamento all’altro:
• Squat/Stacco: 7 Kg/settimana
• Rematori su panca/bilanciere: 5 Kg/settimana
• Distensione sopra la testa: 2,5 Kg/settimana
• Se esegui più di 8 ripetizioni nella serie “a cedimento”, raddoppia la velocità di progressione della settimana successiva per quell’esercizio.
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⭐ Piano settimanale:
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1. Lunedì : ON
2. Martedì : OFF
3. Mercoledì : ON
4. Giovedì : OFF
5. Venerdì : ON
6. Sabato : OFF
7. Domenica : OFF
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⭐ ⭐ Le tabelle sono riportate nelle slide ⭐ ⭐

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⭐ Cosa fare quando si raggiunge un plateau?
Ovviamente, non si potranno aggiungere carichi in eterno (ma non è un “limite” del programma; ciò avviene con tutti i programmi).
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⭐ Cosa fare in caso di un plateau “momentaneo”? Se non riesci a raggiungere l’obiettivo di progressione settimanale, riduci il peso del 10% nell’allenamento successivo. E da lì continua la progressione del peso e aumenta l’allenamento con i pesi per raggiungere l’obiettivo settimanale.
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⭐ Si arriverà comunque ad un punto in cui non sarà più possibile progredire nemmeno adottando la strategia menzionata al punto precedente.
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⭐ Beh, in tal caso, niente paura. Ho pronta la MIA variante del programma, per atleti intermedi … 🔥

Come allenare i bicipiti. Il punto di vista del noto ricercatore, Chris Beardsley

Anatomia dei “bicipiti”

Quando parliamo di allenamento dei bicipiti, ci riferiamo in realtà ai flessori del gomito, che includono:

  • Bicipite brachiale (capo lungo e breve): 48% del volume totale
  • Brachiale: 35% del volume totale
  • Brachioradiale: 17% del volume totale

Il bicipite brachiale è l’unico muscolo bi-articolare (agisce su gomito e spalla) ed è anche supinatore dell’avambraccio, mentre brachiale e brachioradiale sono principalmente flessori del gomito.

Fattori chiave per l’allenamento

1. Lunghezza del braccio di leva

  • Tutti i flessori hanno leva minima a braccio teso (gomito esteso)
  • Il brachioradiale guadagna più leva con il gomito piegato
  • Il bicipite perde leva ai gradi di flessione più elevati
  • Implicazione: esercizi con picco di forza a gomito piegato (es. elastici) favoriscono il brachioradiale

2. Posizione dell’avambraccio

  • Presa supina (palmi verso l’alto): enfatizza il bicipite brachiale
  • Presa prona (palmi verso il basso): favorisce il brachioradiale
  • Azioni combinate: flessione + supinazione = più bicipite; flessione + pronazione = più brachioradiale

3. Posizione della spalla

  • Il bicipite funziona come flessore della spalla solo fino a 60° di elevazione
  • Per l’allenamento del gomito è preferibile la posizione anatomica della spalla

Caratteristiche fisiologiche importanti

Lunghezza dei sarcomeri

  • I flessori del gomito lavorano principalmente sul ramo ascendente e plateau della curva forza-lunghezza
  • Non beneficiano dell’ipertrofia mediata dall’allungamento
  • Gli esercizi a ROM parziale sono efficaci quanto quelli a ROM completo

Suscettibilità al danno muscolare

I bicipiti sono altamente suscettibili al danno perché:

  • Sono muscoli a contrazione rapida
  • Raggiungono alti livelli di attivazione (94-99%)
  • Sono un gruppo muscolare piccolo
  • Richiedono tempi di recupero più lunghi

Raccomandazioni pratiche

Esercizi consigliati

  • Per il bicipite brachiale: curl con bilanciere/manubri, presa supina
  • Per il brachioradiale: curl con presa prona e resistenza elastica
  • Per sviluppo completo: varietà di esercizi per le diverse regioni del bicipite

Strategie per ridurre il danno muscolare

  • Utilizzare resistenza accomodante (elastici)
  • Preferire ROM parziali quando possibile
  • Evitare volumi eccessivamente alti
  • Evitare serie ad altissime ripetizioni
  • Considerare frequenza ridotta o volume minore rispetto ad altri gruppi muscolari

Conclusione principale

Per massimizzare l’ipertrofia dei flessori del gomito è necessario utilizzare una varietà di esercizi che colpiscano ciascun muscolo del gruppo, prestando particolare attenzione a minimizzare il danno muscolare attraverso la scelta appropriata di esercizi, ROM e resistenze.

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Gli effetti dell’angolo di flessione dell’anca sull’ipertrofia del muscolo quadricipite femorale nell’esercizio di estensione della gamba

Questo studio pubblicato sul Journal of Sports Sciences ha investigato come l’angolo di flessione dell’anca durante l’esercizio di leg extension influenzi l’ipertrofia del quadricipite femorale.

Obiettivo e metodologia

I ricercatori hanno confrontato due posizioni:

  • 40° di flessione dell’anca (posizione più reclinata/sdraiata)
  • 90° di flessione dell’anca (posizione seduta tradizionale)

Lo studio ha coinvolto 22 uomini non allenati che hanno eseguito un programma di 10 settimane con 2 sessioni settimanali. È stato utilizzato un design “within-participant”, dove ogni soggetto allenava una gamba a 40° e l’altra a 90°, eliminando le variabili individuali.

Muscoli analizzati

L’analisi si è concentrata su due muscoli del quadricipite:

  • Retto femorale: muscolo bi-articolare (agisce su anca e ginocchio)
  • Vasto laterale: muscolo mono-articolare (agisce solo sul ginocchio)

La crescita muscolare è stata misurata tramite ecografia in regioni distali e prossimali di entrambi i muscoli.

Risultati principali

Retto femorale

  • Crescita significativamente maggiore con 40° di flessione dell’anca
  • Regione distale: +15.8% (40°) vs +10.9% (90°)
  • Regione prossimale: +12.4% (40°) vs +4.6% (90°)

Vasto laterale

  • Nessuna differenza significativa tra le due condizioni
  • Crescita simile in entrambe le posizioni (~10-11%)

Spiegazione scientifica

La superiorità della posizione a 40° per il retto femorale è attribuita al fatto che questo muscolo, essendo bi-articolare, viene allungato maggiormente quando l’anca è meno flessa. Questo “stretch” maggiore potrebbe:

  1. Migliorare la relazione lunghezza-tensione del muscolo
  2. Aumentare la tensione meccanica (stimolo chiave per l’ipertrofia)
  3. Ottimizzare il reclutamento delle fibre muscolari

Il vasto laterale, essendo mono-articolare, non risente del cambiamento dell’angolo dell’anca, spiegando l’assenza di differenze.

Applicazioni pratiche

Per massimizzare l’ipertrofia del quadricipite totale:

  • Utilizzare leg extension con ~40° di flessione dell’anca (posizione reclinata)

Per isolare il vasto laterale minimizzando il retto femorale:

  • Utilizzare la posizione tradizionale a 90° (seduti dritti)

Per powerlifter (dove il retto femorale è meno prioritario):

  • Scegliere l’angolo basandosi su comfort e preferenze personali

Significato dello studio

Questo è il primo studio a dimostrare come un semplice cambiamento posturale possa influenzare selettivamente l’ipertrofia muscolare regionale. I risultati suggeriscono che l’ottimizzazione della lunghezza muscolare durante l’esercizio può essere una strategia efficace per massimizzare la crescita muscolare, aprendo nuove prospettive per la periodizzazione dell’allenamento.

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Allenamento dei Deltoidi e probabili “idiozie” di presunti “influencer”

Avete presente tutti i presunti fit-influencer che “starnazzano” sull’ipertrofia da allungamento?
Questo studio, su soggetti allenati, li smentisce (almeno per quanto riguarda il deltoide laterale)!

Obiettivo dello Studio

La ricerca ha confrontato l’efficacia di due tipi di esercizi per il deltoide laterale:

  • Esercizi in posizione allungata (cable lateral raises)
  • Esercizi in posizione contratta (dumbbell lateral raises)

Design dello Studio

  • Soggetti: Individui già allenati nella forza
  • Durata: 8 settimane, 2 allenamenti/settimana
  • Metodologia: Ogni soggetto fungeva da controllo per se stesso – un braccio eseguiva cable raises, l’altro dumbbell raises
  • Volume: 4-5 serie al cedimento con 12-16RM e 90 secondi di riposo

Risultati Principali

Il grafico mostra i cambiamenti nell’ipertrofia muscolare misurati in due regioni:

Regione Distale (parte bassa del muscolo):

  • Cable: ~4.5% di aumento
  • Dumbbell: ~3.6% di aumento
  • Differenza non statisticamente significativa

Regione Prossimale (parte alta del muscolo):

  • Cable: ~2.7% di aumento
  • Dumbbell: ~3.2% di aumento
  • Differenza non statisticamente significativa

Conclusioni Chiave

Contrariamente alle aspettative teoriche, non c’è stata differenza significativa nell’ipertrofia tra i due tipi di esercizio.
Questo risultato è sorprendente perché:

  1. Teoria della curva lunghezza-tensione: Si pensava che gli esercizi in posizione allungata dovessero essere superiori
  2. Plateau dell’adattamento: È possibile che soggetti già allenati raggiungano rapidamente un plateau negli adattamenti mediati dallo stretching

Implicazioni Pratiche

Per il deltoide laterale in soggetti allenati, la scelta tra cable raises e dumbbell raises può basarsi su preferenze personali, disponibilità di attrezzature o comfort, piuttosto che su una superiorità intrinseca di una modalità sull’altra.

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Ripetizioni alte o basse per l’ipertrofia? Non cambia nulla se i set sono portati a cedimento …

Comparable Strength and Hypertrophic Adaptations to Low-Load and High-Load Resistance Exercise Training in Trained Individuals: Many Roads Lead to Rome

Questo studio scientifico confronta gli effetti dell’allenamento con carichi bassi (LL-RET) e carichi alti (HL-RET) su forza e ipertrofia muscolare in soggetti già allenati.

Obiettivo dello Studio

I ricercatori hanno voluto verificare se l’allenamento con carichi leggeri (20-25 ripetizioni) possa produrre adattamenti simili all’allenamento tradizionale con carichi pesanti (3-5 ripetizioni) in termini di forza e crescita muscolare.

Metodologia

  • Partecipanti: 14 soggetti allenati (11 uomini, 3 donne) con almeno 2 anni di esperienza nell’allenamento con pesi
  • Design: Studio intra-soggetto di 9 settimane – ogni partecipante allenava una gamba con carichi alti (HL-RET) e l’altra con carichi bassi (LL-RET)
  • Protocollo: 2 sessioni settimanali, 3 serie per esercizio (leg press e leg extension), tutte le serie portate al cedimento muscolare
  • Misurazioni: Forza massimale (1RM), spessore muscolare tramite ecografia, biopsie muscolari per analizzare fibre, cellule satelliti e mionuclei

Risultati Principali

Forza Muscolare

  • Movimenti multi-articolari (leg press): incrementi simili (~21%) in entrambe le condizioni
  • Movimenti mono-articolari (leg extension): HL-RET superiore (+9% vs nessun miglioramento significativo per LL-RET)
  • Resistenza muscolare locale: LL-RET nettamente superiore

Ipertrofia Muscolare

  • Spessore muscolare: incrementi comparabili (~7-8%) in entrambe le condizioni
  • Dimensioni delle fibre: nessun cambiamento significativo rilevato nelle biopsie muscolari
  • Composizione fibre: nessuna variazione nella percentuale di fibre tipo I e tipo II

Adattamenti Cellulari

  • Cellule satelliti: aumento del ~25% nelle fibre tipo I, indipendentemente dal tipo di allenamento
  • Mionuclei: nessun aumento significativo, anzi leggera diminuzione in alcuni casi

Conclusioni Pratiche

Lo studio dimostra che “molte strade portano a Roma” – l’allenamento con carichi bassi può essere altrettanto efficace di quello con carichi alti per:

  • Sviluppare la forza nei movimenti multi-articolari
  • Promuovere l’ipertrofia muscolare
  • Migliorare significativamente la resistenza muscolare

Questo ha implicazioni importanti per:

  • Atleti in riabilitazione che non possono tollerare carichi elevati
  • Popolazioni cliniche (anziani, artritici)
  • Variazione dell’allenamento per superare plateau
  • Accessibilità: dimostra che non servono necessariamente carichi molto pesanti per ottenere risultati

Limitazioni

  • Il volume di allenamento non era equiparato (LL-RET ha svolto 1,5-3 volte più volume)
  • Le biopsie muscolari non hanno mostrato ipertrofia delle fibre, contrariamente alle misure ecografiche
  • Campione relativamente piccolo per analisi specifiche per sesso

Questo studio rappresenta un contributo significativo nel dimostrare la flessibilità del muscolo scheletrico nell’adattarsi a diversi stimoli di allenamento, purché l’intensità di sforzo (cedimento) sia elevata.

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Se non ottieni risultati la “colpa” è tua! (e dei tuoi FALSI riferimenti nel mondo del fitness)

💥 Diverse statistiche mostrano che oltre il 60% di chi si iscrive in un centro fitness abbandona entro l’anno; poi c’è un certo numero che va saltuariamente per qualche mese e soltanto poco più del 10% continua ad allenarsi.
 
⛔ Domanda: questi dati allarmanti a cosa sono dovuti?
Ovviamente ci sono quelli che “studiano” queste situazioni e – dalle loro relazioni – risulta che le principali 3 cause sono le seguenti:
1) Aspettative disattese;
2) Assenza di supporto;
3) Assenza di risultati.
Personalmente (e per fortuna), non mi rispecchio assolutamente nella situazione descritta sopra. A me capita l’opposto, cioè che la maggior parte dei miei allievi continua con me per anni e anni; anche oltre i dieci anni, tanto che alcuni ormai sono addirittura arrivati al ventennio! E anche qui si può fare la domanda: come mai? (Che poi, la risposta è scontata: evidentemente ho “minimizzato” i punti 1, 2 e 3)
 
⛔ E ora, cominciamo con la parte che in tanti giudicheranno “polemica”, ma che invece è l’assoluta realtà dei fatti.
Come scrivo spesso in rete, “ognuno ha il coach (e di conseguenza i risultati o le fregature) che si merita!”.
Per esporre qualche dato oggettivo, ho fatto una brevissima ricerca sul WEB.
Ebbene, ho scelto un gruppo di coach (italiani) che ritengo AFFIDABILI (e li ritengo tali partendo dalla mia ESPERIENZA di quarant’anni; NON DA SPROVVEDUTO dell’ultima ora) e allo stesso modo ho selezionato un certo gruppo di pseudo-coach / fit-influencer (italioti) che – per quanto mi riguarda – rappresentano la “spazzatura” dell’ambiente:
 
🔸 soggetti (e la cosa tragica è che vanno pure in TV) che propongono workout della durata di un nanosecondo, senza sforzo, senza attrezzi …
🔸 presunte miss fitness con pagine che sembrano estratte da onlyfans: contenuti tecnici ZERO; reel ammiccanti e a doppio senso … PUNTO!
🔸 esaltati che si distinguono per le affermazioni fantasiose con cui si presentano: i primi pt d’Italia (e dove l’hanno fatta questa classifica?) o i maggiori esperti di biomeccanica della galassia (certo, perché non ce ne sono professori universitari) o gli “inventori” di esercizi che conosciamo da quarant’anni …
🔸 coach / atleti che si presentano come “100% natural” … malgrado siano stati squalificati (loro o i loro atleti) per doping
🔸 presunti “esperti” che fanno video dove spiegano come fare le schede … ma che avrebbero bisogno che qualcuno lo spiegasse a loro …
🔸 e la lista sarebbe lunghissima e non è il caso di dilungarsi più di tanto.
 
Ok … ora vediamo quanti followers, mediamente, hanno i coach che ho raccolto nel primo gruppo e quanti followers hanno, mediamente, i personaggi che ho raccolto nel secondo gruppo.
Ebbene i dati sono quelli che seguono:
 
✅ I coach che ritengo in gamba, mediamente, hanno 4000-8000 followers.
E solo due di quelli che ho selezionato ne hanno più di 15.000
 
⛔ Degli “altri” (mi guardo bene di definirli, coach / pt / ecc.), al contrario, soltanto due hanno meno di 20.000 followers. Gli altri vanno da 25.000 in su … fino ad arrivare a ben oltre 200K followers!
⛔ Ho fatto un rapporto tra il totale dei followers del gruppo UNO e quelli del gruppo DUE ed è di 1 a 15 (sì, avete letto bene, uno a quindici)! Quindi su 16 persone che seguono il fitness, 1 ha dei buoni riferimenti e 15 … seguono “spazzatura”.
⛔ Ma dopotutto di cosa ci stupiamo?
Abbiamo forse dimenticato gli ascolti del “grande fratello” che hanno obbligato Alberto Angela a spostare la sua trasmissione?
E che dire di tutti quelli che sbavano per tony effe e non conoscono i Pink Floyd? (“Come siamo giunti a questo?” 🤦 commenterebbe Re Theoden)
⛔ Ora … se un “idiota” posta contenuti “discutibili”, resta un banalissimo “idiota” …
Ma se all’idiota, mettete i “like” e lo fate diventare un personaggio, gli IDIOTI, siete voi!
🤔 Se dovete operarvi, vi informate nelle GIUSTE SEDI su chi è il miglior chirurgo in circolazione … o ve ne andate in rete a cercare il/ la “Wanna Marchi” che la spara più grossa?
 
⛔ Se vi affidate a “gente che fa spettacolo e cura più l’immagine e il marketing che la sostanza” e non a coach che lavorano SERIAMENTE (e che dedicano più tempo agli atleti che al marketing), poi non venite a lamentarvi che avete abbandonato la palestra perché siete delusi dai risultati ottenuti.
 
✅ “Nell’era dell’informazione, restare ignoranti è una scelta!” (Donald Miller)
 
⛔ Che poi, per dirla tutta, spesso e volentieri, siete IDIOTI due volte … perché una cosa che noto spesso è che i coach seri – chissà perché – hanno tariffe più abbordabili di quelle degli “avvoltoi”.
Ho scritto “chissà perché”, ma la risposta è ovvia: gli “avvoltoi” sono uomini / donne “di mondo” e sanno bene che verranno presto abbandonati e quindi alzano i prezzi per guadagnare tutto e subito (prima che il cliente deluso sparisca).
⛔ “oh, ma la qualità si paga”, vi raccontano! E voi credete ancora a questa c@💤@t@ 😂 ! Informatevi su Altroconsumo (o su riviste simili, quanto sia fuorviante la frase “virgolettata”)
 
✅ Un coach serio, invece, pensa nel lungo termine e nella fidelizzazione; quindi non ha bisogno di chiedere cifre astronomiche, perché sa che per il lavoro svolto, guadagnerà costantemente nel tempo.
 
Ok … ci sarebbero molte (troppe!) altre cose da dire, ma devo pensare a sviluppare programmi per i miei atleti.
 
⛔ Ovviamente adesso ci saranno i portatori di “paraocchi” che diranno:
– “ah, ma non si parla male dei colleghi”.
 
✅ Si … è vero che non è corretto parlar male dei colleghi; ma appunto, quei soggetti NON SONO ASSOLUTAMENTE DEI MIEI COLLEGHI!
– “ah, ma lo hai scritto solo per farti pubblicità …”
Non ho bisogno di pubblicità. Io lavoro a numero chiuso e sono sempre “quasi” al limite (il “quasi” è perché tengo sempre un leggero margine per eventuali contrattempi).
✅ Più semplicemente, l’ho scritto perché sono un FISICO … e chi ha la mia Laurea, solitamente, dice le cose come stanno.
 

Complete Back Workout (Allenamento ed esercizi per Dorsali e Schiena)

💥 La schiena è uno dei gruppi muscolari più importanti e complessi del nostro corpo. Non solo ci permette di mantenere una postura corretta, ma è anche fondamentale per la forza e l’estetica del nostro fisico (non per niente il Mr Olympia lo vince spesso l’atleta con la schiena più “completa”).
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💥 In questo post vi parlerò di un “approccio” (lo chiamiamo “Metodo ASP”? 😊) su come allenare efficacemente la schiena per ottenere risultati concreti.


💥 Innanzitutto, è importante sapere che la schiena è costituita da diversi muscoli, ognuno dei quali ha bisogno di essere lavorato in modo specifico per ottenere un allenamento completo. Questo ci suggerisce che per allenare al meglio la schiena, sia necessario più di un esercizio (Con “buona pace” dei guru del … bastano11minutidiallenamento pertuttoilcorpo2voltealmese” 😆).
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💥 Per allenare i dorsali, uno degli esercizi più efficaci è il rematore con bilanciere. Si tratta di un esercizio multiarticolare che coinvolge anche i bicipiti, i deltoidi posteriori e i trapezi. È importante eseguirlo correttamente, evitando slanci che potrebbero creare problemi alla bassa schiena.
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💥 Un altro esercizio fondamentale per la schiena sono le trazioni alla sbarra. Questo esercizio richiede una buona forza nella parte superiore del corpo e consente di lavorare sui dorsali in modo intenso.
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💥 Dato che si parla di schiena e non soltanto di dorsali, aggiungiamo lo stacco da terra, su cui non mi dilungo, ma metto una slide a parte.
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✅ Come scrivo spesso, NON c’è un solo modo (nell’ultima slide aggiungo delle linee guida generali che possono servire da ulteriore spunto)! Tuttavia, tra i tanti approcci che si possono adottare, quello presentato nella slide – a mio avviso – è da tenere seriamente in considerazione … 🌀

https://www.facebook.com/francesco.curro

https://digilander.libero.it/francescocurro/PT/allenamento_natural.htm

https://sites.google.com/view/the-training/home-page

Rowing machine / upper back: come sostituirlo?

Una delle domande che ricevo con maggiore frequenza è relativa a come sostituire la Rowing machine / Upper back (ecco un video dell’esercizio) quando non si ha l’apposito attrezzo a disposizione. 
Beh, abbiamo diversi modi per farlo.

In effetti i “veri” esercizi con cui sostituire il Rowing machine / Upper back sono gli ultimi tre; i primi due sono invece degli esercizi di isolamento che non corrispondo esattamente al Rowing machine / Upper backma che possono essere utilizzati in quanto – a grandi linee – attivano gli stessi distretti muscolari.

Alzate a 90° con manubri, da seduto

Alzate a 90° ai cavi alti

Face pull con le corde (ecco anche un video dell’esercizio)

Face pull (ecco il video di una variante fatta con l’elastico)

Remata larga al pulley basso

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Gli esercizi unilaterali: una carica di vantaggi e versatilità al workout

Da sempre, gli esercizi unilaterali e bilaterali sono stati oggetto di dibattito.

Mentre gli esercizi bilaterali coinvolgono entrambi i lati del corpo contemporaneamente, gli esercizi unilaterali si concentrano su un lato alla volta, agendo in maniera diversa (rispetto agli esercizi bilaterali) in termini di forza, stabilità e simmetria muscolare.

Gli esercizi unilaterali, concentrandosi singolarmente su un lato del corpo, consentono di lavorare su ciascun lato in modo indipendente. Questi esercizi non solo agiscono su gruppi muscolari specifici, ma coinvolgono anche i muscoli stabilizzatori in misura maggiore, portando a un miglioramento della stabilità e dell’equilibrio generale.

Ecco alcuni esempi di esercizi unilaterali: rematore con un manubrio, distensioni unilaterali per le spalle, squat “bulgaro”, ecc.

Può essere utile inserire gli esercizi unilaterali nel proprio workout?

In effetti, l’efficacia degli esercizi unilaterali è sottolineata dai loro molteplici benefici. A differenza degli esercizi bilaterali, i movimenti unilaterali eccellono nel migliorare la stabilità del core, correggere gli squilibri muscolari e massimizzare l’impegno muscolare.

Ad esempio, per stabilizzare il corpo durante movimenti come stacchi a gamba singola e distensioni sopra la testa con un braccio, gli esercizi unilaterali favoriscono un core più forte e più resistente.

Inoltre, gli esercizi unilaterali, per la loro stessa natura, consentono un’attivazione muscolare mirata, garantendo uno sviluppo muscolare equilibrato e riducendo il rischio di lesioni. Oltre alla riabilitazione e alla prevenzione degli infortuni, gli esercizi unilaterali promuovono una migliore simmetria muscolare “riequilibrando” le debolezze di un lato del corpo.

Sebbene gli esercizi bilaterali possano dare priorità a carichi più pesanti, la forza funzionale, la maggiore stabilità e i benefici per la salute delle articolazioni offerti dagli esercizi unilaterali li rendono una scelta convincente per raggiungere la forma fisica e il benessere generale.

Riassumiamo alcuni dei vantaggi dell’allenamento unilaterale.

1. Stabilità del “core” migliorata

Gli esercizi unilaterali mettono alla prova i muscoli del “core” in misura maggiore rispetto agli esercizi bilaterali a causa della necessità di equilibrio e stabilizzazione.

Movimenti come stacchi a gamba singola e distensioni sopra la testa con un braccio costringono il “core” a stabilizzare il corpo durante tutto il movimento, portando a una migliore stabilità e forza complessiva. Questa maggiore stabilità del “core” non solo migliora le prestazioni in altri esercizi, ma riduce anche il rischio di lesioni promuovendo il corretto allineamento e la postura.

2. Attivazione muscolare mirata

Lavorando su un lato del corpo alla volta, gli esercizi unilaterali consentono agli atleti di concentrarsi sui muscoli specifici, dall’allungamento alla contrazione durante ogni ripetizione. Questo approccio mirato può portare a una maggiore attivazione muscolare e ipertrofia.

Ad esempio, esercizi come gli affondi a gamba singola e i rematori a un braccio consentono uno sviluppo muscolare equilibrato riducendo al contempo il rischio di infortuni. Inoltre, l’attivazione muscolare mirata aiuta ad affrontare gli squilibri muscolari, garantendo uno sviluppo muscolare simmetrico e riducendo il rischio di lesioni.

3. Riabilitazione / prevenzione degli infortuni

Gli esercizi unilaterali offrono una soluzione pratica per allenarsi in caso di infortuni su un lato del corpo. Lavorando sul lato non infortunato, gli atleti possono mantenere la forza e la funzionalità del lato integro, consentendo al lato infortunato di guarire.

Questo approccio mirato alla riabilitazione non solo accelera il processo di recupero, ma aiuta anche a prevenire ulteriori lesioni rafforzando i muscoli di supporto e migliorando la stabilità articolare.

4. Simmetria muscolare migliorata

Gli squilibri muscolari tra i lati sinistro e destro del corpo sono comuni e possono portare a una postura scorretta e ad un aumento del rischio di lesioni. Gli esercizi unilaterali aiutano a identificare e correggere questi squilibri, promuovendo lo sviluppo muscolare simmetrico e riducendo il rischio di lesioni.

5. Stabilità ed equilibrio migliorati

Gli esercizi unilaterali richiedono una maggiore stabilizzazione, portando a un miglioramento dell’equilibrio e della propriocezione, essenziali per le prestazioni atletiche e la prevenzione degli infortuni.

6. Forza funzionale

Gli esercizi unilaterali imitano i movimenti della vita reale più da vicino degli esercizi bilaterali, traducendosi in un miglioramento della forza funzionale e dei modelli di movimento.

Attività come camminare, correre e sollevare oggetti spesso richiedono l’uso di un arto alla volta, rendendo gli esercizi unilaterali altamente trasferibili alle attività quotidiane e alle prestazioni sportive.

7. Salute articolare

Mirare ai muscoli stabilizzatori durante gli esercizi unilaterali promuove la stabilità e la mobilità articolare, riducendo il rischio di lesioni articolari e migliorando la salute generale delle articolazioni. Rafforzando i muscoli intorno alle articolazioni, gli atleti possono migliorare l’integrità articolare e ridurre la probabilità di lesioni da uso eccessivo comunemente associate a movimenti ripetitivi.

8. Versatilità

Gli esercizi unilaterali possono essere eseguiti con un’attrezzatura minima. La loro versatilità li rende adatti  sia ad atleti di tutti i livelli che in vari contesti, come ad esempio, gli allenamenti a casa.

Con esercizi come il rematore a un braccio e gli stacchi rumeni a una gamba, gli atleti possono allenare efficacemente ciascun lato del corpo senza la necessità di macchinari, rendendo l’allenamento unilaterale un’opzione comoda e pratica per raggiungere obiettivi di fitness.

Considerazioni finali

Gli esercizi unilaterali offrono numerosi benefici che contribuiscono alla forza complessiva, alla stabilità e alla simmetria muscolare. Mentre gli esercizi bilaterali rimangono essenziali per sviluppare la forza, integrare esercizi unilaterali nella routine di allenamento può migliorare la stabilità del core, affrontare gli squilibri muscolari e ottimizzare la forza funzionale.

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Hack Squat con bilanciere

Uno degli esercizi per gli arti inferiori – attualmente – meno noti è il “Barbell Hack Squat” (Hack Squat con bilanciere).
Questo esercizio, fu ideato nella “notte dei tempi” (nei nei primi del ‘900) da George Hackendsmidt che lo utilizzò con discreto successo ed in seguito, fu utilizzato anche da campioni del calibro di Reg Park e Steve Reeves.

Successivamente, l’esercizio fu dimenticato, probabilmente perché l’avvento delle macchine favorì il diffondersi di esercizi più “comodi” (e forse più “sicuri”). 
Tuttavia, tale esercizio, nei miei programmi è tutt’altro che dimenticato, in quanto lo considero un’arma fondamentale negli allenamenti da svolgere con attrezzatura minimalista, cioè senza macchine e addirittura senza rack. Situazione molto frequente per chi si allena a casa.

Ecco delle foto e dei video (Video 01 – Video 02 – Video 03) – che illustrano l’esercizio.

Rispondo alla domanda classica: “ma i dischi (o la tavoletta) sotto i talloni sono necessari?

Dipende: per chi ha una notevole mobilità tibio-tarsica, non sono necessari; in caso contrario, si.

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LA SOLUZIONE per i “magri con la pancetta” (Skinny Fat)

🟨 Le persone “magre con la pancetta” (Skinny Fat) si identificano così perché hanno una quantità molto ridotta di massa muscolare (magre) con un alto % di grasso corporeo (grasso).

🟧 Solitamente i soggetti inquadrabili come “Skinny Fat” non hanno una grossa esperienza di allenamento e quindi hanno decisamente bisogno di una guida per evitare di commettere errori che gli impedirebbero di ottenere sensibili progressi.

🟩 Data la notevole % di grasso corporeo e la poca massa muscolare che li contraddistingue, è probabile che l’assunzione di proteine non sia adeguata, ma che allo stesso tempo le calorie assunte siano eccessive.

🟨 La soluzione? Proteine + Allenamento con i pesi + un buona dose di Pazienza!

🟧 Le persone magre e grasse sono praticamente principianti, questo significa che puoi andare avanti con un approccio di ricomposizione corporea, cioè perdita di grasso + costruzione muscolare allo stesso tempo.

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